La Città di Alessandria rende omaggio al pittore Pietro Sassi (Alessandria 1834 – Roma 1905) con una mostra antologica allestita presso le Sale Comunali d’Arte di via Machiavelli.
Per la prima volta un’esposizione ripercorre tutte le fasi dell’attività professionale di uno dei più significativi ma anche meno conosciuti pittori piemontesi dell’Ottocento.
Alessandrino di origini, romano di adozione ed europeo per formazione e ampiezza di orizzonti culturali, Sassi conobbe in vita il successo per essere poi, dopo la sua morte, quasi dimenticato (ma lo stesso è avvenuto per altri artisti di valore troppo a lungo considerati marginali, come Enrico Reycend). Questa mostra rappresenta perciò un’occasione unica per riscoprire, dopo tanti anni, la sua figura e l’effettiva qualità della sua pittura.


Promossa e organizzata dal Comune di Alessandria in collaborazione con l’Azienda Speciale Multiservizi “Costruire Insieme” e il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e Fondazione CRT, la rassegna, patrocinata dalla Regione Piemonte, comprende una cinquantina di opere provenienti da collezioni pubbliche e private, non solo di Sassi ma anche di artisti come Giovanni e Teodolinda Migliara, Massimo d’Azeglio, Giacinto Corsi di Bosnasco, Giovanni Renica, Giuseppe Camino, Antonio Fontanesi, Jean Charles Ferdinand Humbert. Ad accomunarle è un unico tema, quello del paesaggio, che per tutta la seconda metà dell’Ottocento fu al centro delle ricerche degli artisti più innovativi e che Sassi avrebbe trattato per decenni, facendone la sua “specialità”.


Il racconto espositivo, curato da Monica Tomiato, segue questo filo conduttore, articolandosi in sette sezioni.
S’intitola Lago alpino (1902) il dipinto da cui prende le mosse il percorso di visita. Un’opera scelta per la sua intrinseca bellezza e perché testimonianza del profondo legame che unì sempre il pittore alla città natale.
La tela fu infatti donata nel 1906 alla Città di Alessandria dalla figlia di Sassi e da allora è conservata nelle collezioni civiche. Dal Museo Civico Pinacoteca di Alessandria provengono anche altri quattro dipinti
dell’artista (due soggetti lacustri e due vedute romane), che vanno ad affiancarsi al suggestivo Tramonto sul mare (1882) della Galleria d’Arte Moderna di Roma e alle numerose opere ottenute in prestito da privati,
poco o per nulla conosciute e mai radunate prima insieme: bozzetti dal vero e dipinti di grande formato destinati al circuito espositivo (Sassi partecipò alle principali rassegne italiane ed espose anche all’estero, ad
esempio a Vienna e a Melbourne), distribuiti lungo un arco di tempo di circa quarant’anni, dalla metà dell’Ottocento all’alba del nuovo secolo.
Le prime sezioni della mostra sono dedicate alla stagione iniziale dell’attività di Sassi e indagano la sua formazione come paesista. Sullo sfondo è il contesto culturale e artistico dell’epoca, con le iniziative
alessandrine di metà Ottocento volte alla promozione delle “Arti Belle”, le mostre della Società Promotrice di Torino, vera e propria vetrina dell’arte contemporanea italiana (è qui che il pittore esordisce in pubblico,
nel 1860), e da ultimo l’ambiente ginevrino, ricco di incontri (quello con Alexandre Calame lo segnerà profondamente) e di sollecitazioni. È un pittore ormai consapevole delle proprie capacità quello che, trentenne, invia al Municipio di Alessandria – che sussidia i suoi studi – la bella veduta del Lago Lemano presso Vevey (1864). Con questo capolavoro degli anni giovanili si chiude la prima parte della mostra, la sola
ad includere anche opere di altri artisti.


Il percorso prosegue con uno sguardo a quella che è la sua successiva produzione, fino al principio degli anni ’70. Le opere raggruppate nella sezione “1864-1871: la pittura come professione” rivelano una maturità
espressiva frutto degli studi precedentemente compiuti e del costante lavoro in presa diretta sul vero. Il suo stesso repertorio si è ampliato; ad offrigli nuovi spunti pittorici sono ora i verdi paesaggi del Monferrato e
dei dintorni di Alessandria, o la città stessa, come mostra lo stupendo scorcio di Piazza della Libertà, abbozzato nel marzo 1864.
Attorno al 1873 Sassi si trasferisce a Roma, la nuova Capitale d’Italia, il “grande centro” cosmopolita in cui pensa di poter dare una svolta alla propria carriera e “vivere dell’arte e coll’arte”. Vi rimane per tutta la vita,
allontanandosene solo per brevi viaggi. Le ultime due sezioni offrono una panoramica sulla produzione di quest’ultimo periodo, con opere che illustrano l’evoluzione del suo linguaggio espressivo, sempre più
personale e ricco di colore. I soggetti sono molteplici: l’Urbe e i paesaggi poetici della Campagna romana, Genova con il suo porto e i panorami del Levante Ligure o delle coste tirreniche (il percorso termina con
l’imponente Veduta dal Promontorio di Ansedonia del 1904), i grandi laghi del Nord Italia e l’Appennino umbro e abruzzese, fino alla Sicilia negli anni ’90.


Accompagna la mostra un catalogo Sagep Editori con testi della curatrice, un saggio introduttivo di Piergiorgio Dragone e ricchi apparati documentari.
Prevista per il 4 dicembre 2020, l’inaugurazione della mostra è stata rinviata al 26 marzo 2021 a causa dell’attuale emergenza sanitaria. In attesa di poterla visitare in condizioni di sicurezza, il pubblico potrà ammirare comodamente da casa le opere (anche alcune di quelle che per ragioni di costi e di spazio non si sono potute esporre) e seguire le fasi dell’allestimento attraverso i contenuti digitali che di settimana in
settimana saranno pubblicati sul web.
Anche in questo periodo di restrizioni #laculturanonsiferma e prosegue l’operazione di promozione e valorizzazione del patrimonio artistico locale voluta dall’Amministrazione Civica alessandrina. Palazzo Rosso, sede del Comune, spalanca infatti virtualmente le sue porte per mostrare al pubblico il ciclo di pitture parietali con cui tra il 1886 e il 1887 Sassi decorò due delle sale site al piano “nobile”. Pillole video permetteranno di ammirare nei minimi dettagli questi suggestivi dipinti, recentemente riportati al loro
originario splendore da un accurato intervento di restauro conservativo.
Un percorso a tema permetterà anche di (ri)scoprire le collezioni di pittura ottocentesca del Museo Civico Pinacoteca di Alessandria, con il suo straordinario nucleo di opere di Giovanni Migliara e dipinti di artisti
come Massimo d’Azeglio e Giacinto Corsi di Bosnasco, punti di riferimento per l’iniziale formazione di Sassi come pittore di paesaggio.